Il CIO contro il gioco illecito
Quelli del CIO (comitato olimpico internazionale) hanno paura che le scommesse truccate possano mandare in tilt le prossime Olimpiadi.
Gli ultimi episodi riguardano le vicende che vedono coinvolto il basket negli Stati Uniti, con la scoperta delle gare truccate da Tim Donaghy (un arbitro), lo scandalo delle puntate on line sulle partite di tennis che ha visto i sospetti concentrarsi su Davydenko, n?4 del ranking mondiale, e la prima squalifica dell'Italiano Di Mauro, per arrivare agli scandali di calcio e ippica.
Tutti questi fatti hanno costretto il presidente del CIO a intervenire attivamente sul tema.
Il Comitato Olimpico Internazionale, per impedire al mondo delle scommesse illegali di alterare il regolare andamento delle Olimpiadi, ha annunciato la possibilità di un accordo con una società appositamente incaricata di monitorare i flussi delle scommesse prima e durante i prossimi Giochi di Pechino.
Le Agenzie di scommesse oneste e in buona fede possono fornire utili informazioni e avvisarci per tempo circa flussi di giocate anomali - ha spiegato il presidente Rogge - possiedono statistiche, hanno sistemi informatici sofisticati e possono comunicare in tempo reale se c'è qualcosa di strano o se si accumulano puntate sospette.
Il presidente del CIO ha inoltre fatto sapere che il prossimo anno convocherà le principali federazioni sportive internazionali per un incontro sul tema delle scommesse, sulla stessa linea di quanto è accaduto nella conferenza sul doping che nel 1999 portò alla creazione della Wada.
Rogge ha sottolineato che le scommesse truccate, "al pari di quanto accade per il doping, rappresentano un elemento da contrastare e una questione da affrontare in maniera concertata".
Il seminario del prossimo anno avrà lo scopo di generare un approccio comune al problema delle scommesse clandestine.
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